Nel Silenzio
Nel Silenzio
marco monari
2006
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Parte integrante dell’allestimento è un monologo teatrale musicato da rumori e contrabbasso.
Quaranta minuti di giochi semantici riflettendo sul valore dei soggetti fotografati utilizzando scritti inediti e di autori affermati.
Lo spettacolo viene realizzato nel corso dell’inaugurazione della mostra e replicato in formato audio nel periodo espositivo.
Regia e interprete Filippo Tognazzo . musiche di Roberto Marcon:
“Nel Silenzio”, nasce da un lavoro di circa un anno, evoluzione di riflessioni precedenti sugli aspetti del nostro sistema sociale e sulle proprie silenti contraddizioni.
La mostra si articola in una doppia esposizione di immagini dinamiche, che lasciano libera lettura ed interpretazione al lettore.
42 fotografie raccolte in 21 immagini, doppie esposizioni realizzate al computer.
Con Nel Silenzio, marco monari aggiunge un nuovo, fondamentale tassello al suo percorso artistico e, al tempo stesso, chiarisce retroattivamente la cifra stilistica inaugurata nel 2003 con No! e proseguita nel 2005 con Architetture Umane. Se in No!, serie di trittici monocromi di stupenda pulizia formale ed essenzialità, viene esplorata la gioia e la sofferenza del corpo davanti ad un mondo che non sa rinunciare alla guerra; se in Architetture Umane, in primo piano è la costituzione dell’esperienza nell’incontro/scontro tra l’umano e i luoghi del suo abitare, ora i temi della riflessione si estendono all’immagine in quanto tale, al suo potere, alla sua pervasività.
In Nel silenzio marco monari costruisce immagini montando l’uno sull’altro due scatti resi opportunamente diafani. Ottiene così un doppio effetto: da un lato quello di approfondire l’esplorazione dei temi a lui cari e congeniali: la guerra e l’alea che scaturisce dal capriccio del potere, la commistione tra il sacro e il profano, la quotidianità estraniata nella civiltà del consumo di massa, il sottile confine nella vita tra il gioco e la tragedia; d’altro lato ottiene l’effetto di riuscire a spingersi fino ad indagare gli effetti di potere, spesso perversi, della comunicazione iconica. Aspetto quest’ultimo che a sua volta si dispiega su di un doppio livello: a livello stilistico, con l’uso dell’alta definizione dell’immagine e di un linguaggio nitido e preciso che mima il linguaggio della pubblicità; e al livello specifico dei temi di contenuto, come quando monari sovrappone l’immagine dell’involucro di un apparecchio televisivo all’immagine di un volto: non poteva ricordarci con maggior efficacia che la caverna di Platone è ora illuminata dallo splendore trionfante delle immagini, che il dentro si è fatto fuori e il fuori dentro, e che ancora c’è chi si accontenta della realtà quando potrebbe godere dei paradisi promessici dalle immagini.
Non si può infine dimenticare che In Silenzio è stata concepito fin dall’inizio come una macchina, un vero e proprio apparato per produrre senso. Se infatti nasce come un percorso di accoppiamenti di scatti fotografici scelti ed orientati dall’autore, esso prevede un’installazione che consenta l’intervento attivo del fruitore, in grado di intervenire sugli accoppiamenti per una possibile, sia pure eventuale, generazione di nuovi effetti di senso. Ed è questa eventualità, quanto meno progettata se non effettiva, a trasformare un testo apparentemente concluso in un’opera aperta, ad introdurre una valenza nuova ed inedita nell’oggetto fotografico.
roberto ferigolli







































